Petrolio, gas e inflazione ep.12
Cosa ci sta dicendo la curva futures al 03/04/2026
Nell’aggiornamento precedente avevamo osservato un punto chiaro: il quadro energetico restava severo, ma il deterioramento non era più soltanto petrolifero. Anche il TTF aveva smesso di essere neutrale, contribuendo a rendere il segnale complessivo più diffuso. I dati di oggi confermano che la tensione resta elevata, ma con una struttura leggermente più ordinata rispetto alla seduta precedente.
Il petrolio continua infatti a mostrare backwardation molto ampia sia sul Brent sia sul WTI, ma il TTF perde un po’ di aggressività e torna su una curva quasi piatta, pur restando lievemente in backwardation. In altre parole: lo shock energetico non è affatto rientrato, ma oggi il mercato non lo tratta come un’ulteriore accelerazione uniforme su tutto il complesso energy.
Messaggio chiave del monitor:
la tensione resta seria e persistente, ma il sistema torna in giallo perché, pur con curve oil ancora molto tese, il gas europeo non amplifica ulteriormente il deterioramento del quadro. Il petrolio continua a lanciare un segnale severo, il gas europeo resta sensibile ma più composto.
Meanwhile
- Reuters riporta che l’Unione Europea deve prepararsi a uno shock energetico “di lunga durata”: il commissario europeo all’energia ha avvertito che potrebbero servire misure eccezionali, inclusi razionamenti e ulteriori rilasci di riserve strategiche.
- In Italia il governo si aspetta che, se la crisi mediorientale dovesse durare, l’UE debba valutare un allentamento delle regole di bilancio: segnale che il tema energia è ormai pienamente diventato tema macro-fiscale.
- Reuters segnala inoltre che Washington continua a minacciare nuovi attacchi contro infrastrutture iraniane, mentre più paesi cercano soluzioni per riaprire Hormuz: il nodo della logistica petrolifera resta quindi pienamente aperto.
- Anche fuori dall’Europa il messaggio è lo stesso: la Bank of Japan ha riconosciuto che lo shock energetico può rallentare la crescita ma allo stesso tempo alimentare inflazione più persistente.
- In sintesi: il contesto esterno continua a essere quello di una crisi energetica seria, lunga e con implicazioni non solo sulle commodities, ma anche su crescita, finanza pubblica, banche centrali e stabilità macro.
I risultati principali
I valori sintetici del run del 3 aprile 2026 sono:
WTI 1M-6M:
36,70
La backwardation del greggio USA resta estremamente ampia. Il front month si porta a 111,5, il 3M a 89,4 e il 6M a 74,8. È una struttura molto tirata, che continua a segnalare un premio eccezionalmente elevato per la disponibilità immediata del barile. Il WTI resta quindi in piena area di stress severo sul breve termine.
Brent 1M-6M:
35,75
Il Brent rimane anch’esso su livelli di forte tensione, con il 1M a 118,3, il 3M a 99,4 e il 6M a 82,5. Il differenziale 1M-6M resta molto ampio e coerente con un mercato che continua a pagare caro il greggio disponibile subito, anche se il segnale oggi è leggermente più ordinato rispetto a una spirale di peggioramento lineare.
TTF 1M-6M:
0,48
Il gas europeo resta in lieve backwardation, con 1M a 50,0, 3M a 50,1 e 6M a 49,6. È un segnale da monitorare, ma meno aggressivo rispetto alla seduta precedente. Il TTF quindi non torna neutrale, però non conferma neppure una nuova accelerazione del rischio sul brevissimo termine.
Breakeven 20g:
+1 bp
Le aspettative di inflazione restano appena positive, ma senza segnali di amplificazione importante. È un dato coerente con l’idea che il mercato continui a vedere il rischio energetico come serio, ma non ancora pienamente trasformato in una nuova ondata inflazionistica di grande intensità.
Score:
58,36 / 100
Lo score scende rispetto alle giornate più dure e torna sotto 60. Il motivo è chiaro: il petrolio resta molto teso, ma il TTF non conferma un peggioramento sincronizzato e il breakeven non sta amplificando in modo forte lo shock. Il sistema continua quindi a leggere tensione, ma non massima escalation.
Qualità dati
La qualità è oggi molto buona sulle curve petrolifere e più prudente sul TTF. Questo rafforza la lettura dei movimenti su Brent e WTI e rende credibile anche il segnale del gas, pur con una cautela tecnica in più su quest’ultimo.
La lettura della figura complessiva “all markets”
La figura complessiva con banda storica è utile oggi perché rende molto evidente la differenza di intensità tra i mercati. Brent e WTI restano su strutture molto inclinate e vicine alla parte alta del range recente, mentre il TTF si muove su una fascia più contenuta e molto meno estrema.
Sul Brent, la curva di oggi resta fortemente inclinata. Il 1M a 118,3 continua a stare in area di massimo recente, il 3M a 99,4 resta molto elevato e il 6M a 82,5 conferma che anche la parte più lontana della curva continua a prezzare un contesto teso. Il mercato non sta trattando lo shock come un semplice episodio transitorio.
Sul WTI, la lettura resta estremamente severa. Il front month sopra 111, il 3M sotto 90 e il 6M sotto 75 mantengono una pendenza molto ampia. Anche qui il mercato continua a pagare un premio forte per la disponibilità immediata del petrolio.
Sul TTF, invece, la struttura si appiattisce leggermente rispetto al giorno prima. Il 1M a 50,0, il 3M a 50,1 e il 6M a 49,6 disegnano una curva ancora da monitorare, ma non da vera scarsità acuta. Il gas europeo non smorza del tutto il monitor, ma non lo spinge neppure verso una nuova escalation.
La combinazione dei tre mercati suggerisce quindi questo: il rischio energetico resta alto e continua a essere trainato soprattutto dal petrolio. Il gas europeo contribuisce solo marginalmente al deterioramento del quadro.
Cosa significa oggi il Segnale e il Semaforo
Se il giorno prima descriveva una tensione ancora molto diffusa, oggi il messaggio si fa un po’ più ordinato. Il petrolio continua a segnalare stress severo, ma il TTF non accelera ulteriormente e il breakeven resta quasi neutro. È questa combinazione che riporta il sistema in giallo pur lasciando il regime in area di forte attenzione.
Sul petrolio, la backwardation molto ampia continua a indicare che il mercato teme una disponibilità immediata molto più fragile del normale. Le fonti Reuters del 3 aprile rafforzano questa lettura: si parla ormai apertamente di shock di lunga durata, di necessità di misure straordinarie e di crescente rilevanza macro-fiscale della crisi energetica.
Sul gas europeo, invece, il segnale è meno aggressivo. Il TTF non torna in contango, ma resta su una lieve backwardation che non basta a descrivere una scarsità paragonabile a quella del petrolio. Questo limita almeno in parte la severità del monitor complessivo.
Operativamente, il messaggio del monitor è quindi questo: la tensione energetica resta persistente e seria, ma oggi non sta accelerando in modo pienamente sincronizzato su tutti i segmenti del complesso energy.
Anche il breakeven conferma questa lettura: il canale energia-inflazione resta aperto, ma non mostra oggi un’intensificazione rilevante. Per questo il quadro resta delicato, ma non da massima allerta generalizzata.
Conclusione
L’aggiornamento del 3 aprile mostra un mercato che resta seriamente sotto pressione sul petrolio, ma con un profilo leggermente più ordinato rispetto alla seduta precedente. Brent e WTI continuano a mostrare backwardation molto ampia, mentre il TTF si mantiene più composto.
Questo significa che il quadro energetico continua a richiedere attenzione elevata, ma non descrive oggi una nuova accelerazione uniforme dello stress. Il petrolio resta il cuore dello shock; il gas europeo, invece, si muove su un registro meno aggressivo.
Ed è qui che la curva continua a essere più utile del solo prezzo spot. Non dice soltanto che il mercato è nervoso: dice dove si concentra la paura e quanto si sta diffondendo. Oggi la risposta resta chiara: soprattutto sul petrolio, molto meno sul gas europeo.
FONTI:
- Reuters – Europe must prepare for a long-lasting energy shock
- Reuters – Italy expects EU to consider easing deficit rules if Middle East crisis lasts
- Reuters – US vows to target more Iranian infrastructure as nations seek to open Hormuz
- Reuters – BOJ keeps rate-hike door open even as Iran war squeezes firms
