Petrolio, gas e inflazione ep.19
Cosa ci sta dicendo la curva futures al 15/04/2026
Il 15 aprile conferma il raffreddamento: petrolio in calo, gas ancora spento
L’aggiornamento del 15 aprile prolunga il movimento visto ieri: Brent e WTI si sgonfiano ancora lungo tutta la curva 1M/3M/6M, mentre il TTF resta basso e quasi piatto. Il sistema continua quindi a uscire dalla fase di stress che aveva riportato il petrolio in primo piano il 13 aprile.
Il punto chiave è che il premio per la disponibilità immediata di barili non scompare, ma si riduce ancora. Sia sul Brent sia sul WTI la backwardation resta presente, però con una pendenza più contenuta. Sul gas europeo, invece, il segnale rimane debole: i tre nodi della curva restano compressi e non descrivono un mercato che stia pagando scarsità sul breve termine.
Messaggio chiave del monitor:
Il risultato è coerente con uno score di 31,32, che mantiene il monitor in verde. In altre parole: il rischio geopolitico resta aperto, ma oggi non si traduce in uno stress energetico sufficientemente diffuso da riportare il sistema in area gialla.
Meanwhile
- Il petrolio si muove poco sopra area 95 dollari perché il mercato tiene insieme due forze opposte: da un lato le speranze di ripresa dei colloqui USA-Iran, dall’altro i vincoli ancora molto forti sulla navigazione e sui flussi attraverso Hormuz.
- La logistica resta un punto critico: Reuters riferisce che il traffico di greggio e LNG attraverso Hormuz rimane minimale e che il blocco marittimo statunitense sui porti iraniani continua a frenare il commercio via mare.
- Il mercato, però, continua a comprare la possibilità di una de-escalation: Trump dice che la guerra è “vicina alla fine”, mentre Pakistan e Turchia lavorano per tenere aperto il tavolo diplomatico e prolungare la tregua.
- L’Europa, intanto, avverte che uno shock prolungato resterebbe comunque pericoloso: la Commissione UE parla apertamente del rischio di tagli ai consumi energetici e difficoltà sugli stoccaggi se il conflitto dovesse allungarsi.
- In sintesi: oggi il mercato continua a scontare un progressivo rientro del premio di guerra, ma senza poter archiviare davvero il nodo Hormuz.
I risultati principali
I valori sintetici del run del 15 Aprile 2026 sono
WTI 1M-6M:
13,00
Backwardation in netto rientro. 1M a 91,2, 3M a 85,2, 6M a 78,2.
Brent 1M-6M:
10,58
Curva ancora inclinata ma molto più ordinata. 1M a 94,6, 3M a 90,6.
TTF 1M-6M:
1,16
Gas quasi piatto. 1M a 43,3, 3M a 43,1, 6M a 42,1.
Breakeven 20g:
-6 bp
Le aspettative implicite di inflazione non amplificano il quadro.
Score:
31,32/ 100
Ulteriore alleggerimento. Il monitor resta in verde.
Qualità dati
WTI alta, Brent media, TTF media.
La lettura della figura complessiva “all markets”
La figura “all markets” del 15 aprile mostra una decompressione abbastanza lineare.
Sul Brent il front month scende sotto 95, il 3M si porta poco sopra 90 e il 6M a 84: la curva resta in backwardation, ma con una pendenza ormai compatibile con una fase di vigilanza più che di allarme.
Sul WTI il rientro è ancora più evidente. Il front month arretra verso 91, il 3M resta in area 85 e il 6M sotto 79. Anche qui il mercato riconosce ancora un premio sul breve termine, ma molto più contenuto rispetto ai giorni in cui il greggio era tornato a riaccendersi.
Sul TTF il messaggio resta invariato: nessuno strappo, nessuna tensione immediata evidente, curva bassa e quasi piatta. È ancora il gas, quindi, a impedire che le oscillazioni del petrolio si trasformino in uno shock energetico pienamente diffuso.
Cosa significa oggi il segnale
L’aggiornamento del 15 aprile rafforza il quadro di raffreddamento già emerso il giorno precedente. Brent e WTI arretrano ancora, il TTF resta basso e non segnala scarsità sul breve termine, il breakeven non mostra propagazione inflazionistica. Lo score scende a 31,32 e il monitor resta in verde.
Il messaggio complessivo è semplice: il rischio geopolitico su Hormuz continua a incombere, ma oggi i mercati continuano a prezzare più il possibile ritorno del dialogo che una nuova escalation dello shock energetico.
Conclusione
Il 20 marzo conferma che il regime energetico resta critico. Il semaforo resta rosso e il rischio non può essere liquidato come semplice rumore di mercato. Tuttavia, rispetto all’aggiornamento del 19 marzo, cambia la forma del messaggio. Sul petrolio domina ancora la logica del premio sul breve termine. Sul gas europeo, invece, il mercato accetta di prezzare livelli elevati non solo oggi, ma anche a 3 e 6 mesi.
In questa fase, quindi, non conta soltanto osservare se petrolio e gas salgono o scendono di qualche punto. Conta soprattutto capire come cambia la curva, perché è lì che il mercato rivela se la paura resta confinata all’immediato oppure se comincia a trasformarsi in un rischio più persistente. E oggi, sul TTF, quel cambiamento inizia a vedersi chiaramente.
FONTI
Dati proprietari DB&B Consulting su curve futures Brent, WTI e TTF al 15/04/2026; breakeven inflation a 20 giorni; Energy Stress Score proprietario.
Contesto geopolitico ed energetico da Reuters su Hormuz, blocco marittimo, colloqui USA-Iran e warning UE.
