Petrolio, gas e inflazione ep.24
Cosa ci sta dicendo la curva futures al 23/04/2026
Il 23 aprile alza ancora la tensione sul petrolio, mentre il gas europeo resta ordinato
L’aggiornamento del 23 aprile conferma un quadro che si sta irrigidendo soprattutto sul lato petrolifero. Il Brent sale ancora sulla parte corta della curva e porta il differenziale 1M-6M a 16,20, mentre il WTI resta anch’esso in backwardation marcata con 1M-6M a 13,59. Il mercato, quindi, continua a pagare un premio evidente per la disponibilità immediata di barili.
Il segnale resta però selettivo. Il TTF si muove poco, con un differenziale 1M-6M di appena 0,90: abbastanza per dire che il gas europeo non sta accompagnando lo stress del petrolio. Anche oggi, dunque, il messaggio del monitor è chiaro: la tensione energetica c’è, ma è ancora concentrata soprattutto sul greggio.
Il colore coerente con il quadro di oggi resta giallo intenso. Il petrolio torna infatti a rafforzare la tensione, ma il gas europeo continua a non validare uno scenario di stress energetico generalizzato. In altre parole: vigilanza alta, ma non ancora rosso sistemico.
Meanwhile
- Le trattative tra Stati Uniti e Iran restano bloccate, e Reuters segnala che il mercato continua a dubitare della tenuta effettiva della tregua.
- Nello Stretto di Hormuz la situazione resta disturbata: Reuters riferisce di nuovi sequestri di navi da parte iraniana e di traffico ancora fortemente limitato rispetto alla normalità.
- Il nervosismo non riguarda più soltanto il greggio: Reuters evidenzia che in Asia i tagli di raffinazione stanno iniziando a mettere pressione anche su diesel e jet fuel, segnale che lo shock logistico si sta trasmettendo più in profondità nella catena energetica.
- In sintesi: oggi il mercato non compra una vera normalizzazione; compra, al massimo, una tregua fragile con flussi ancora parzialmente compromessi.
I risultati principali
I valori sintetici del run del 23 Aprile 2026 sono
WTI 1M-6M:
13,59
1M a 92,1, 3M a 88,9, 6M a 79,6. La curva resta chiaramente inclinata: il breve termine continua a valere di più del medio termine.
Brent 1M-6M:
16,20
1M a 102,6, 3M a 97,1, 6M a 86,6. È il segnale più forte della giornata: il premio sul prontamente disponibile torna ad allargarsi.
TTF 1M-6M:
0,90
1M a 44,6, 3M a 43,5, 6M a 42,7. Curva quasi piatta: il gas europeo resta ordinato e non conferma uno shock energetico generalizzato.
Breakeven 20g:
+5 bp
il mercato sta alzando le attese
d’inflazione
Score:
39,49 / 100
semaforo finale
giallo
Qualità dati
WTI alta,
TTF media,
Brent media
La lettura della figura complessiva “all markets”
La figura del 23 aprile mostra un petrolio che torna a trasmettere un segnale abbastanza nitido.
Sul Brent il front month si porta sopra 102, il 3M sale in area 97 e il 6M resta sotto 87. È una struttura che continua a dire una cosa semplice: il mercato vede ancora tensione immediata e non la considera del tutto riassorbita.
Sul WTI il quadro è simile, anche se un po’ meno estremo del Brent. Anche qui la curva resta in backwardation, con la parte corta sopra la parte lunga in modo visibile. Il messaggio è coerente: il premio per il breve termine non è rientrato.
Sul TTF, invece, la figura è molto più tranquilla. Il gas europeo si mantiene in area 43-45 euro/MWh e non mostra alcuna impennata della parte breve. Questa divergenza tra petrolio e gas resta il dato più importante del monitor.
Cosa significa oggi il segnale
Il 23 aprile il sistema manda un segnale più teso di quello dei giorni in cui il petrolio si limitava a restare in backwardation moderata. Oggi il Brent 1M-6M a 16,20 è un dato che va preso sul serio: significa che il mercato continua a prezzare un rischio immediato di approvvigionamento o di forte disturbo logistico.
Ma non siamo ancora in un quadro da shock energetico pienamente diffuso. Per arrivare a quella lettura servirebbe un coinvolgimento molto più evidente del gas europeo. E oggi, ancora una volta, il TTF non conferma.
Conclusione
L’aggiornamento del 23 aprile conferma quindi un quadro ancora sbilanciato. Il petrolio torna a dare un segnale forte, soprattutto sul Brent, mentre il gas europeo resta molto più tranquillo. È questa asimmetria che, anche oggi, impedisce di parlare di shock energetico pienamente generalizzato.
Il messaggio finale è semplice: il rischio geopolitico su Hormuz continua a pesare sul greggio, e la logistica energetica globale resta abbastanza disturbata da sostenere backwardation ampie su Brent e WTI. Ma finché il TTF non si muove nella stessa direzione, il monitor resta in area di forte attenzione, non ancora di allarme pieno.
FONTI
Dati proprietari DB&B Consulting su curve futures Brent, WTI e TTF al 23/04/2026; differenziali 1M-6M; qualità dati curve.
Contesto geopolitico ed energetico da Reuters su stallo USA-Iran, traffico nello Stretto di Hormuz, sequestri di navi e impatto sulla raffinazione asiatica.
