Petrolio, gas e inflazione ep.26
Cosa ci sta dicendo la curva futures al 28/04/2026
Nell’aggiornamento precedente avevamo osservato un mercato energetico ancora teso ma non pienamente sincronizzato tra petrolio e gas europeo. I dati del 28 aprile spostano di nuovo il baricentro verso il petrolio. Il Brent allarga ulteriormente la backwardation, il WTI conferma una struttura molto inclinata e anche più severa rispetto al giorno prima, mentre il TTF resta relativamente composto e continua a non mandare un segnale di scarsità ravvicinata paragonabile a quello dell’oil.
La fotografia di oggi è quindi quella di uno shock energetico ancora concentrato soprattutto sul greggio. In altre parole: il mercato continua a pagare molto il barile disponibile subito, mentre sul gas europeo prevale una lettura più ordinata, pur dentro un contesto geopolitico ancora fragile e con Hormuz che resta un nodo centrale per i flussi energetici globali.
Messaggio chiave del monitor:
la tensione resta seria e torna a rafforzarsi sul petrolio, ma il sistema rimane in giallo perché il TTF non conferma una vera escalation generalizzata su tutto il complesso energy. Il breakeven continua a suggerire trasmissione verso il quadro macro, ma non siamo ancora davanti a un segnale di crisi pienamente sincronizzata tra oil e gas.
Meanwhile
- Reuters segnala che il petrolio è salito con forza perché sul dossier Iran non si vede ancora una vera via d’uscita e le forniture restano disturbate dal nodo Hormuz.
- Lo Stretto continua a funzionare in modo incompleto: i flussi non sono normalizzati e il mercato continua quindi a incorporare un premio di rischio sulla disponibilità immediata di greggio.
- In parallelo, Reuters segnala che l’Europa rischia anche tensioni sui distillati: le importazioni di jet fuel dal Medio Oriente verso l’Europa sono in forte contrazione proprio mentre ci si avvicina alla stagione estiva.
- Sempre Reuters osserva che, nonostante il quadro resti molto teso, alcuni segnali di raffreddamento della domanda asiatica e la revisione dei prezzi ufficiali sauditi mostrano che il mercato non sta prezzando uno scenario lineare di ulteriore esplosione.
- In sintesi: il mercato oggi continua a comprare soprattutto rischio petrolifero, mentre il gas europeo resta molto più disciplinato.
I risultati principali
I valori sintetici del run del 28 aprile 2026 sono:
WTI 1M-6M:
16,83
Backwardation molto ampia.
1M a 99,7, 3M a 94,3, 6M a 82,8.
Il greggio USA continua a prezzare scarsità sul breve.
Brent 1M-6M:
19,68
È il segnale più forte della giornata.
1M a 111,1, 3M a 104,2, 6M a 91,4.
La curva conferma forte premio per il barile immediatamente disponibile.
TTF 1M-6M:
0,72
Gas europeo quasi piatto.
1M a 45,0, 3M a 44,7, 6M a 44,3.
Il TTF non conferma una scarsità ravvicinata intensa.
Breakeven 20g:
+8 bp
Il canale energia-macro resta aperto.
Le attese di inflazione si muovono ancora al rialzo, ma senza una nuova accelerazione fuori controllo.
Score:
49,35 / 100
Il petrolio manda un segnale chiaro di stress, ma il gas europeo continua a contenere la lettura complessiva del monitor.
Qualità dati
WTI media,
TTF media,
Brent media
La lettura della figura complessiva “all markets”
La figura complessiva con banda storica è istruttiva perché rende molto evidente dove si stia concentrando la tensione. Brent e WTI restano su strutture fortemente inclinate, mentre il TTF si muove su livelli relativamente bassi e con una curva molto meno aggressiva.
Sul Brent, la curva di oggi è di nuovo molto ripida. Il 1M a 111,1 resta elevato, il 3M scende verso 104,2 e il 6M si porta a 91,4. È una struttura coerente con un mercato che continua a pagare caro il greggio disponibile subito.
Sul WTI, la lettura è simile. Il front month si mantiene vicino a 100, il 3M resta sotto 95 e il 6M scende verso 82,8. Anche qui il messaggio è chiaro: il mercato continua a incorporare un premio di scarsità immediata.
Sul TTF, invece, il quadro è diverso. Il 1M resta attorno a 45, con 3M e 6M solo leggermente più bassi. La curva del gas europeo non descrive oggi una crisi ravvicinata comparabile a quella del petrolio.
La combinazione dei tre mercati suggerisce quindi questo: il rischio energetico resta elevato, ma continua a essere soprattutto un rischio da petrolio. Il gas europeo non amplifica il segnale con la stessa intensità.
Cosa significa oggi il Segnale e il Semaforo
Il semaforo resta giallo.
È un giallo che va preso sul serio: non segnala normalità, ma una tensione importante che però non è ancora diventata pienamente sistemica.
Sul petrolio, la backwardation ampia di Brent e WTI indica che il mercato attribuisce ancora molto valore alla disponibilità immediata di offerta. Questo è coerente con le notizie Reuters sulla persistenza del blocco logistico e commerciale legato a Hormuz e con il fatto che il conflitto con l’Iran resti senza una vera soluzione diplomatica.
Sul gas europeo, invece, il segnale resta più contenuto. Il TTF non entra in una configurazione da scarsità ravvicinata acuta e questo impedisce, almeno per ora, che il monitor degeneri verso una lettura da massima allerta generalizzata.
Operativamente, il messaggio del monitor è questo: la tensione energetica resta persistente, torna a rafforzarsi sull’oil, ma non è ancora una crisi pienamente sincronizzata tra petrolio e gas.
Anche il breakeven a +8 bp conferma questa lettura: il canale di trasmissione verso inflazione e quadro macro è vivo, ma non stiamo osservando oggi una nuova impennata tale da cambiare regime al monitor.
Conclusione
L’aggiornamento del 28 aprile 2026 mostra un mercato che continua a restare sotto pressione soprattutto sul petrolio. Il Brent manda il segnale più forte, il WTI conferma una backwardation molto ampia e il TTF resta invece su una linea più ordinata e molto meno allarmistica.
Questo significa che il quadro energetico continua a richiedere attenzione elevata, ma non descrive ancora una vera crisi pienamente sincronizzata tra oil e gas. Ed è proprio questa divergenza che rende coerente il semaforo giallo: rischio serio, persistente, ma non completamente generalizzato.
Ed è qui che la curva continua a essere più utile del solo prezzo spot. Non dice soltanto che il mercato è nervoso: dice dove si concentra la paura e quanto è diffusa. Oggi la risposta resta molto chiara: soprattutto sul petrolio, molto meno sul gas europeo.
FONTI
- Dati proprietari DB&B Consulting su curve futures Brent, WTI e TTF al 28/04/2026
- Reuters – Oil prices rise as no end to Iran war standoff seems in sight
- Reuters – Global markets wrapup: oil above $110 as Iran impasse drags on
- Reuters – Europe’s jet fuel imports from Middle East stop, raising supply crunch fears
- Reuters – Saudi Arabia may lower June oil prices to Asia from record levels
- Reuters – US stock index futures fall as Middle East stalemate keeps oil risks in focus
