Petrolio, gas e inflazione ep.32
Cosa ci sta dicendo la curva futures al 13/05/2026
Nell’aggiornamento precedente il quadro restava ancora sbilanciato sul petrolio, con il gas europeo più ordinato e dunque incapace, da solo, di trasformare la tensione in uno stress pienamente sincronizzato su tutto il complesso energetico. I dati del 13 maggio confermano questa logica di fondo. Brent e WTI restano in backwardation marcata sulla curva 1M-6M, segnalando che il mercato continua a pagare molto di più l’energia disponibile subito rispetto a quella a tre o sei mesi. Il TTF, invece, resta inclinato ma non entra in una configurazione di scarsità acuta sul breve.
Messaggio chiave del monitor:
il monitor continua a mandare un segnale chiaro: la tensione energetica resta alta ma selettiva. Il petrolio continua a prezzare un premio importante sul breve termine, mentre il gas europeo non conferma un vero scenario di stress grave. In altre parole, il rischio resta presente e visibile, ma oggi continua a concentrarsi soprattutto sull’oil.
Meanwhile
- L’IEA ha avvertito che nel 2026 l’offerta globale di petrolio potrebbe scendere sotto la domanda a causa della guerra con l’Iran, con una revisione drastica rispetto allo scenario precedente e con un deficit stimato di 1,78 milioni di barili al giorno sull’intero anno.
- Anche l’OPEC ha tagliato le sue stime di crescita della domanda mondiale di petrolio per il 2026, portandole a 1,17 milioni di barili al giorno da 1,38 milioni precedenti: segnale importante, perché certifica che il mercato energetico sta già producendo effetti macro reali.
- In Germania i prezzi all’ingrosso di aprile sono saliti del 6,3% annuo, massimo da tre anni, con i prodotti petroliferi in forte rialzo: è un richiamo molto diretto al fatto che il canale energia-inflazione resta attivo.
- Sempre il 13 maggio, un sondaggio Reuters ha indicato che la BCE viene ora vista orientata a ulteriori rialzi dei tassi proprio per fronteggiare la fiammata inflazionistica legata allo shock energetico.
- Sullo sfondo, quindi, il punto non è solo la tenuta del prezzo spot del greggio, ma la durata della dislocazione energetica e la sua capacità di trasmettersi a inflazione, tassi e crescita.
I risultati principali
I valori sintetici del run del 13 maggio 2026 sono:
WTI 1M-6M:
17,65
Backwardation ancora molto ampia.
Infatti 1M a 102,5, 3M a 94,2, 6M a 84,8.
Brent 1M-6M:
14,64
Segnale forte, meno estremo del WTI.
Infatti 1M a 107,8, 3M a 103,7, 6M a 93,2.
TTF 1M-6M:
1,41
Curva inclinata, ma non da stress grave.
Breakeven 20g:
+8 bp
Le attese di inflazione restano in moderato rialzo.
Il canale energia-macro continua quindi a restare acceso.
Score:
57,03 / 100
Livello intermedio-alto.
La lettura resta di tensione importante e persistente, ma non ancora di massimo stress sistemico.
Qualità dati
WTI alta,
TTF media,
Brent media
La lettura della figura complessiva “all markets”
La figura più importante resta quella delle curve 1M/3M/6M. Ed è qui che il segnale continua a essere molto leggibile.
Sul Brent, il mercato continua a riconoscere un premio rilevante alla disponibilità immediata. Il 1M si porta a 107,8, contro 103,7 del 3M e 93,2 del 6M. La curva resta quindi ben inclinata e coerente con un mercato ancora teso sul breve termine.
Sul WTI il messaggio è simile, anzi leggermente più netto. Il 1M è a 102,5, il 3M a 94,2 e il 6M a 84,8. Anche qui la backwardation resta ampia e segnala che la scarsità relativa continua a essere percepita soprattutto sulla parte più ravvicinata della curva.
Il TTF, invece, continua a raccontare una storia diversa. Il gas europeo resta ordinato: 46,7 sul 1M, 46,5 sul 3M, 45,3 sul 6M. C’è una lieve inclinazione, ma non una vera configurazione da scarsità aggressiva sul breve. Ed è proprio questo elemento che impedisce al monitor di passare a una lettura di stress energetico generalizzato.
Cosa significa oggi il segnale giallo
È un giallo da prendere sul serio. Significa che il sistema continua a rilevare squilibri importanti da monitorare con attenzione, ma non ancora una configurazione da massima allerta. Il motivo è semplice: il petrolio continua a mandare un segnale forte e persistente, mentre il gas europeo non conferma in modo pieno.
Oggi il punto centrale resta questo: il petrolio è ancora la vera fonte di fragilità del monitor. Le revisioni IEA e OPEC del 13 maggio rafforzano questa interpretazione, perché mostrano un mercato in cui lo shock energetico è abbastanza intenso da cambiare contemporaneamente sia il profilo dell’offerta sia quello della domanda attesa.
Se anche il TTF iniziasse a mostrare una backwardation più aggressiva, il quadro cambierebbe rapidamente. Oggi però non è questo il caso. E quindi il colore corretto resta ancora il giallo: tensione elevata, rischio concreto, ma non crisi pienamente sincronizzata.
Conclusione
L’aggiornamento del 13 maggio 2026 conferma un messaggio ormai ricorrente. Il cuore della tensione energetica resta il petrolio. Brent e WTI continuano a mostrare una backwardation marcata e quindi un mercato che paga molto il breve termine. Il TTF, invece, si muove su una struttura più ordinata e non conferma uno scenario di scarsità grave sul gas.
Lo score resta sopra la metà scala e il breakeven continua a ricordare che la pressione energetica non si ferma alle commodities, ma continua a filtrare nelle aspettative di inflazione. Anche i dati macro della giornata e il repricing atteso della BCE vanno nella stessa direzione.
In sintesi: il monitor continua a descrivere uno scenario di stress persistente da seguire molto da vicino, con il petrolio come principale fonte di vulnerabilità e il gas europeo, almeno per ora, ancora relativamente più disciplinato.
FONTI
- Dati proprietari DB&B Consulting su curve futures WTI, Brent e TTF del 13/05/2026
- File di sintesi del monitor energetico del 13/05/2026
- Storico proprietario DB&B Consulting delle curve 1M/3M/6M e delle variazioni giornaliere
- Serie interna del 5Y breakeven inflation utilizzata nel monitor
- Reuters, 13 maggio 2026, su outlook IEA per offerta e domanda petrolifera.
- Reuters, 13 maggio 2026, su revisione OPEC della domanda mondiale di petrolio.
- Reuters, 13 maggio 2026, su prezzi all’ingrosso tedeschi e trasmissione energia-inflazione.
- Reuters poll, 13 maggio 2026, su aspettative di rialzo tassi BCE legate allo shock inflattivo energetico.
