Petrolio, gas e inflazione ep.34
Cosa ci sta dicendo la curva futures al 18/05/2026
Nell’aggiornamento precedente il quadro mostrava ancora una tensione energetica elevata, con petrolio in backwardation marcata e gas europeo in rialzo ma ancora non pienamente disallineato rispetto al resto del complesso. I dati del 18 maggio confermano questa impostazione e, anzi, la irrigidiscono. Brent e WTI restano in backwardation molto ampia, segnalando che il mercato continua a pagare molto di più l’energia disponibile subito rispetto a quella a 3 e 6 mesi. Il TTF, però, questa volta manda un segnale meno neutro: la curva resta ordinata, ma l’inclinazione si è fatta abbastanza visibile da rafforzare il quadro di stress complessivo. Il monitor, infatti, passa in rosso.
Messaggio chiave del monitor:
Il monitor continua a mandare un segnale chiaro: la tensione energetica non è più solo alta e selettiva, ma sta diventando abbastanza diffusa da giustificare un regime di stress persistente da monitorare strettamente.
Meanwhile
- L’IEA ha avvertito che le scorte commerciali mondiali di petrolio si stanno esaurendo rapidamente e che, ai ritmi attuali, restano solo poche settimane di copertura: un segnale molto forte sul fatto che il problema non è solo di prezzo, ma di disponibilità fisica.
- Sempre il 18 maggio, Reuters ha evidenziato che il sell-off globale sui bond si è intensificato perché il conflitto con l’Iran continua a spingere in alto il petrolio e a riaccendere i timori di inflazione, con rendimenti in forte salita su più mercati.
- In Cina, la lavorazione di greggio di aprile è scesa ai minimi dall’agosto 2022, mentre le importazioni sono calate e le scorte sono aumentate: un segnale che lo shock energetico sta già modificando i flussi reali e i margini dell’industria.
- Sullo sfondo resta il tema logistico e geopolitico: secondo Reuters, l’interruzione dei flussi dal Golfo continua a spingere vari Paesi asiatici verso accordi energetici opachi e bilaterali, segno che il mercato si sta adattando in modo sempre meno lineare.
- Il punto, quindi, non è soltanto che l’energia costa di più: è che il sistema globale continua a ragionare in termini di scorte ridotte, filiere vulnerabili e tempi lunghi di normalizzazione.
I risultati principali
I valori sintetici del run del 18 maggio 2026 sono
WTI 1M-6M:
18,19
Backwardation ancora molto ampia.
Infatti 1M a 103,0, 3M a 94,7, 6M a 84,8.
Brent 1M-6M:
13,85
Segnale ancora forte, anche se meno estremo del WTI.
Infatti 1M a 107,3, 3M a 103,1, 6M a 93,5.
TTF 1M-6M:
3,82
Curva più inclinata rispetto ai run precedenti.
Infatti 1M a 51,3, 3M a 50,0, 6M a 47,5
Breakeven 20g:
+13 bp
Le attese di inflazione continuano a muoversi al rialzo. Il canale energia-macro resta quindi molto attivo.
Score:
67,59 / 100
Il punteggio sale in area di allerta elevata e risulta coerente con il passaggio del monitor in rosso.
Qualità dati
WTI alta,
TTF media,
Brent media
La lettura della figura complessiva “all markets”
La figura più importante resta quella delle curve 1M/3M/6M. Ed è proprio qui che il segnale diventa netto.
Sul Brent, il mercato continua a riconoscere un forte premio alla disponibilità immediata. Il 1M si porta a 107,3, contro 103,1 del 3M e 93,5 del 6M. È una curva chiaramente inclinata, che conferma un mercato ancora teso e focalizzato sul breve termine.
Sul WTI il messaggio resta ancora più forte. Il 1M si colloca a 103,0, il 3M a 94,7 e il 6M a 84,8. Anche qui la backwardation è molto ampia e coerente con una domanda di copertura immediata ancora elevata.
Il TTF, invece, pur senza entrare in una configurazione estrema, smette di essere quasi piatto. Il gas europeo si colloca a 51,3 sul 1M, 50,0 sul 3M e 47,5 sul 6M. La curva non sta ancora prezzando una scarsità acuta come quella del petrolio, ma sta contribuendo in misura maggiore al quadro complessivo di tensione.
Cosa significa oggi il segnale rosso
Il semaforo oggi è rosso.
Non è un rosso “da panico immediato”, ma un rosso da stress energetico marcato. Significa che il sistema rileva una tensione intensa sulla curva futures e/o sulle aspettative macro, tale da far salire il monitor in un regime più severo rispetto ai run precedenti.
La differenza rispetto ai giorni in cui il segnale era giallo sta soprattutto qui: il petrolio continua a restare il motore dominante, ma il gas europeo e il movimento del breakeven rendono il quadro meno isolato e più sistemico. In altre parole, la tensione non è più solo “forte ma selettiva”; è abbastanza estesa da giustificare un livello superiore di allerta.
Conclusione
L’aggiornamento del 18 maggio 2026 rafforza il messaggio emerso nell’ultima parte della serie: il cuore della tensione energetica resta il petrolio, ma il quadro generale si è deteriorato abbastanza da far scattare il rosso. Brent e WTI mantengono una backwardation molto ampia, segnalando un mercato che continua a pagare molto il breve termine. Il TTF, pur restando più ordinato, mostra una struttura meno innocua rispetto ai run più tranquilli.
Il Breakeven continua a ricordare che la pressione energetica non resta confinata alle commodities: una parte del movimento sta filtrando nelle attese di inflazione, mentre le notizie del giorno mostrano che lo shock sta già toccando scorte, bond, domanda industriale e flussi commerciali.
In sintesi: il monitor descrive oggi uno scenario di stress persistente da monitorare strettamente, con il petrolio ancora al centro della fragilità e con un gas europeo che, pur non essendo ancora il principale problema, smette di essere un elemento completamente rassicurante.
FONTI
- Dati proprietari DB&B Consulting su curve futures WTI, Brent e TTF del 18/05/2026.
- File di alert del monitor energetico del 18/05/2026.
- Storico proprietario DB&B Consulting delle curve 1M/3M/6M e delle variazioni giornaliere.
- Reuters, 18 maggio 2026, su rapido esaurimento delle scorte commerciali di petrolio secondo l’IEA.
- Reuters, 18 maggio 2026, su sell-off globale dei bond e timori di inflazione alimentati dall’energia.
- Reuters, 18 maggio 2026, su calo della lavorazione di greggio in Cina e aumento delle scorte.
- Reuters, 18 maggio 2026, sui nuovi accordi opachi attorno a Hormuz e sulla frammentazione del mercato petrolifero.
