Petrolio, gas e inflazione ep.5
Cosa ci sta dicendo la curva futures al 25/03/2026
Nell’aggiornamento di ieri avevamo osservato un punto preciso: il mercato stava iniziando a distinguere con maggiore chiarezza tra la tensione sul petrolio e quella sul gas europeo. I dati di oggi rafforzano ulteriormente questa lettura. La struttura delle curve resta ancora da “mercato stressato”, ma il segnale di emergenza immediata perde intensità su tutti e tre i benchmark.
Il cambiamento più evidente riguarda ancora una volta il gas europeo. Il TTF scende sul front month fino a 51,2 e accentua il lieve contango già emerso ieri: questo significa che il mercato non sta più trattando il mese immediato come il punto di massima scarsità. Anche il petrolio si raffredda: Brent e WTI restano in backwardation marcata, ma entrambe le curve si appiattiscono rispetto al 24 marzo.
Messaggio chiave del monitor:
la tensione energetica non è finita, ma continua a perdere omogeneità e aggressività. Il mercato resta prudente, però appare meno convinto di trovarsi davanti a una spirale lineare di peggioramento.
Meanwhile
- I mercati hanno beneficiato di un parziale sollievo legato alle speranze di tregua tra Stati Uniti e Iran, anche se Teheran continua a respingere l’idea di veri negoziati diretti.
- Reuters segnala che il petrolio è sceso proprio per effetto di queste aspettative di de-escalation, con Brent e WTI in calo rispetto ai livelli di massimo stress dei giorni scorsi.
- Un altro elemento rilevante è il messaggio arrivato da Teheran sul transito nello Stretto di Hormuz: l’Iran ha comunicato che le navi “non ostili” possono transitare, sia pure sotto condizioni molto rigide.
- Il quadro, però, resta fragile: Reuters riporta che l’Iraq continua a subire forti tagli produttivi per il blocco delle esportazioni via Hormuz, e il Giappone ha già chiesto all’IEA di valutare ulteriori rilasci coordinati di scorte petrolifere.
- In sintesi: il mercato oggi compra un po’ più di tregua, ma non può ancora comprare piena normalizzazione.
I risultati principali
I valori sintetici del run del 25 marzo 2026 sono:
WTI 1M-6M:
9,30
backwardation ancora presente sul greggio USA, ma più contenuta. Il front month resta sopra il 6M, segnalando che una tensione sul breve continua a esistere, ma il premio di immediatezza si sta riducendo. Il greggio USA appare quindi ancora teso, ma meno compresso sul brevissimo termine.
Brent 1M-6M:
14,40
il Brent rimane in backwardation molto pronunciata. Anche qui, però, il differenziale si riduce rispetto al 24 marzo. Il messaggio è importante: il premio di rischio sul barile immediato resta elevato, ma oggi il mercato mostra una disponibilità leggermente maggiore a guardare oltre il picco di tensione.
TTF 1M-6M:
-2,80
il gas europeo rafforza il lieve contango visto ieri. Il contratto a 1 mese scende ancora, mentre 3M e 6M restano sopra il front month. È un segnale piuttosto netto: il mercato oggi non sta prezzando una scarsità ravvicinata acuta sul gas europeo, pur restando lontano da una piena serenità.
Breakeven 20g:
+13 bp
Il breakeven a 20 giorni resta in territorio positivo e segnala che una parte della tensione energetica continua ancora a riflettersi nelle aspettative di inflazione. Il dato, però, non appare da piena riaccensione del rischio macro.
Score:
70,22 / 100
Lo score resta su un livello elevato. Tuttavia, il valore è coerente con una fase di stress meno intensa rispetto ai giorni più critici: il petrolio continua a mostrare backwardation marcata, ma il gas europeo si sta raffreddando abbassando il punteggio complessivo.
Qualità dati
La qualità dei dati resta complessivamente buona, con particolare solidità sul TTF, che oggi è anche il mercato che manda il segnale più netto di raffreddamento sul breve termine. Su WTI e Brent la qualità è classificata come media, ciò suggerisce una lettura più prudente.
La lettura della figura complessiva “all markets”
La figura complessiva delle curve tra 20, 23, 24 e 25 marzo mostra molto bene che il mercato non sta più reagendo come nei giorni di puro shock. Sta invece iniziando a ricalibrare il rischio in modo più selettivo.
Sul Brent, la curva del 25 marzo resta nettamente discendente da 1M a 6M, ma si abbassa rispetto al 24 marzo su tutti i punti principali. Questo significa che la tensione immediata resta importante, ma viene prezzata con un’intensità leggermente inferiore. Non è un ritorno alla normalità: è un primo alleggerimento della paura.
Sul WTI, il movimento è ancora più evidente. Il 1M scende da 92,4 a 88,6, il 3M da 89,7 a 86,2 e il 6M da 81,2 a 79,3. La curva resta in backwardation, ma meno accentuata. In pratica, il mercato USA continua a riconoscere un rischio di breve termine, ma lo considera oggi meno urgente di ieri.
Sul TTF, il segnale di raffreddamento è il più forte. Il front month scende fino a 51,2, mentre il 3M e il 6M rimangono sopra quota 54. Questo consolida l’idea che il gas europeo non stia più vivendo una dinamica da scarsità ravvicinata estrema. Il messaggio è importante perché riduce la componente più aggressiva del rischio inflazionistico europeo.
La combinazione dei tre mercati suggerisce quindi questo: il rischio energetico resta presente, ma oggi perde ancora intensità. Il petrolio continua a mostrare tensione di breve, soprattutto sul Brent, mentre il gas europeo manda ormai un segnale sensibilmente più ordinato rispetto ai giorni di massimo allarme.
Cosa significa oggi il Segnale e il Semaforo
Se l’ep.4 raccontava un mercato che distingueva finalmente tra petrolio e gas, oggi il quadro evolve un passo oltre: non solo la tensione è meno uniforme, ma è anche meno intensa. Questo non vuol dire che il rischio sia chiuso. Vuol dire, però, che il mercato comincia a prezzare con maggiore probabilità uno scenario di contenimento, e non soltanto di escalation.
Sul petrolio, il fatto che Brent e WTI restino in backwardation marcata ci dice che il premio di rischio sul breve non è sparito. La disponibilità immediata continua a valere di più delle forniture a sei mesi. Ma il restringimento dei differenziali suggerisce che il mercato ritiene un po’ meno probabile uno scenario di blocco totale e prolungato delle forniture.
Sul gas europeo, invece, il segnale è più pulito. Il TTF in contango lieve ma crescente mostra che il mercato non sta più pagando il mese immediato come il punto di massima tensione. Questo non significa comfort pieno, ma significa che l’ansia da scarsità immediata si sta ridimensionando in modo concreto.
Operativamente, il messaggio di oggi è quindi questo: restiamo in un contesto energetico fragile, ma il mercato appare meno convinto di una deriva fuori controllo. Il rischio è ancora lì, però oggi è più compatibile con un regime di stress gestibile che con una nuova accelerazione lineare del panico.
Questo conta anche per la lettura macro. Se il petrolio arretra e il gas europeo continua a raffreddarsi sul breve, allora la trasmissione dello shock energetico all’inflazione può restare seria ma meno brutale. È uno scenario che non elimina il problema, ma riduce almeno la probabilità di una nuova impennata simultanea su energia, inflazione attesa e tassi.
Conclusione
L’aggiornamento del 25 marzo non racconta la fine dello stress energetico. Racconta però un mercato che, per il secondo giorno consecutivo, riduce la temperatura dell’allarme.
Il petrolio continua a prezzare un premio di breve importante, ma meno elevato di ieri. Il gas europeo consolida invece un segnale di relativo raffreddamento, con il front month che perde ancora terreno rispetto alle scadenze successive. Nel complesso, la curva ci dice che la paura non è scomparsa, ma sta diventando meno aggressiva e meno uniforme.
Ed è proprio qui che l’osservazione quotidiana della struttura a termine resta utile. Il livello del prezzo ci dice quanto il mercato è nervoso in un dato momento. La forma della curva, invece, ci dice se quel nervosismo si sta aggravando, si sta spostando oppure si sta lentamente normalizzando. Oggi il messaggio va in quest’ultima direzione, ma con prudenza: meno stress, non ancora tranquillità.
FONTI:
- Sollievo dei mercati e calo del petrolio su speranze di tregua:
Reuters – European stocks rise, oil prices fall on hopes for US-Iran talks (25 marzo 2026) - Possibile transito delle navi “non ostili” nello Stretto di Hormuz:
Reuters – Iran tells UN: ‘non-hostile’ ships can transit Strait of Hormuz (24/25 marzo 2026) - Persistenza delle difficoltà produttive in Iraq:
Reuters – Iraq oil output further plunges as storage fills, Hormuz exports blocked by conflict (25 marzo 2026) - Richiesta del Giappone all’IEA di valutare ulteriori stock releases:
Reuters – Japan PM asks IEA chief for further oil stockpile release (25 marzo 2026) - Rischio macro di prezzi petroliferi molto elevati in caso di conflitto prolungato:
Reuters – BlackRock CEO Fink warns of global recession if oil goes to $150 (25 marzo 2026)
- Sollievo dei mercati e calo del petrolio su speranze di tregua:
