Petrolio, gas e inflazione ep.2
Cosa ci sta dicendo la curva futures al 20/03/2026
Nell’aggiornamento di ieri abbiamo spiegato la logica del monitor: non guardare soltanto il prezzo del future più vicino, ma osservare la struttura a termine, cioè il differenziale tra il contratto a 1 mese e quelli a 3 e 6 mesi su Brent, WTI e TTF. È lì che si vede se il mercato sta prezzando una semplice tensione temporanea oppure uno stress più serio e diffuso. Per la parte metodologica completa rimandiamo quindi all’articolo del 19 marzo.
L’aggiornamento di oggi non smentisce il quadro emerso ieri, ma aggiunge una sfumatura importante. Sul petrolio la curva resta molto inclinata e continua a segnalare un forte premio sul breve termine. Sul gas europeo, invece, il segnale è cambiato nella forma: non abbiamo più solo un front month altissimo rispetto al resto, ma una curva che tende a riallinearsi verso l’alto anche sulle scadenze più lontane. In altre parole, il mercato sembra meno concentrato su uno shock puramente immediato e più disposto a prezzare tensione anche a 3 e 6 mesi.
Messaggio chiave del monitor:
il sistema resta in allarme rosso. Lo stress energetico è ancora elevato, ma rispetto a ieri cambia la forma della curva: sul petrolio domina ancora il premio sul breve, mentre sul gas europeo una parte della tensione si è estesa anche alle scadenze più lontane.
Meanwhile
- Gli attacchi si sono estesi alle infrastrutture energetiche in Qatar e Arabia Saudita, aumentando il rischio che lo shock energetico non resti confinato a pochi giorni;
- Alle dichiarazioni del Premier Netanyahu su una possibile “conclusione anticipata” delle ostilità si sono affiancate le pressioni di Donald Trump per fermare i raid sulle infrastrutture energetiche;
- Jerome Powell e il tono più rigido della Federal Reserve hanno gelato le speranze di tagli ai tassi, rafforzando l’idea che l’inflazione energetica possa rivelarsi più persistente del previsto;
- Nonostante in teoria la guerra favorisca i beni rifugio, l’oro ha subito un violento ribasso, complice la combinazione di vendite forzate, margin call e timore di tassi più alti;
- Il rialzo dei rendimenti obbligazionari ha reso il denaro più caro e ha penalizzato soprattutto il comparto tecnologico, con un Nasdaq in evidente sofferenza tra ieri e oggi.
I risultati principali
I valori sintetici del run del 20 marzo 2026 sono:
WTI 1M-6M:
13,96
forte backwardation
sul greggio USA
Brent 1M-6M:
18,16
backwardation molto accentuata
sul greggio internazionale
TTF 1M-6M:
1,23
anche il gas europeo conferma
tensione sul breve
Breakeven 20g:
+23 bp
il mercato sta alzando le attese
d’inflazione
Score:
80,01 / 100
semaforo finale
rosso
Qualità dati
WTI alta,
TTF alta,
Brent media
La lettura della figura complessiva “all markets”
La figura complessiva con Brent, WTI e TTF aiuta molto più di una semplice fotografia statica di un solo contratto. Sul Brent, la curva del 20 marzo resta fortemente discendente da 1M a 6M. Il front month continua a quotare molto sopra il 3M e soprattutto sopra il 6M: il mercato sta ancora pagando un premio elevato per il barile immediato, mentre prezza un parziale rientro più avanti.
Figura 1. Evoluzione giornaliera delle curve Brent, WTI e TTF tra il 19 e il 20 marzo.
Sul WTI il quadro è simile. Anche qui la struttura resta in backwardation marcata, con un differenziale ampio tra la scadenza vicina e quella a sei mesi. Questo conferma che la tensione sul petrolio non si è normalizzata: il mercato continua a prezzare scarsità e premio per il rischio sul tratto breve della curva.
Il caso del TTF è invece il più interessante. Ieri il gas europeo mostrava una backwardation molto accentuata: il contratto a 1 mese era nettamente sopra il 3M e il 6M. Oggi la curva appare quasi piatta, ma a prezzi molto alti. Questo non è un segnale rassicurante. Significa piuttosto che il mercato non sta più trattando la tensione come un puro shock di brevissimo termine: una parte del rischio viene ormai prezzata anche sulle scadenze più lontane.
In termini pratici, la figura “all markets” racconta due storie diverse ma compatibili. Il petrolio continua a esprimere soprattutto stress immediato; il gas europeo, invece, sembra passare da stress concentrato sul front month a stress più distribuito lungo la curva. È proprio questo spostamento che rende l’aggiornamento di oggi particolarmente rilevante.
Conclusione
Il 20 marzo conferma che il regime energetico resta critico. Il semaforo resta rosso e il rischio non può essere liquidato come semplice rumore di mercato. Tuttavia, rispetto all’aggiornamento del 19 marzo, cambia la forma del messaggio. Sul petrolio domina ancora la logica del premio sul breve termine. Sul gas europeo, invece, il mercato accetta di prezzare livelli elevati non solo oggi, ma anche a 3 e 6 mesi.
In questa fase, quindi, non conta soltanto osservare se petrolio e gas salgono o scendono di qualche punto. Conta soprattutto capire come cambia la curva, perché è lì che il mercato rivela se la paura resta confinata all’immediato oppure se comincia a trasformarsi in un rischio più persistente. E oggi, sul TTF, quel cambiamento inizia a vedersi chiaramente.
FONTI:
Gli sviluppi richiamati in questo aggiornamento si basano principalmente su copertura Reuters tra il 19 e il 20 marzo 2026. In particolare:
- Attacchi alle infrastrutture energetiche nel Golfo: Reuters ha riportato l’estensione degli attacchi a South Pars in Iran, a Ras Laffan in Qatar e ad altri asset energetici regionali, con effetti immediati sui mercati di petrolio e gas.
Reuters, 19 marzo 2026 - Danni alla capacità LNG del Qatar: secondo Reuters, gli attacchi hanno colpito in modo significativo la capacità esportativa del Qatar, con impatti potenzialmente rilevanti per il mercato globale del GNL e per l’Europa.
Reuters, 19 marzo 2026 - Pressioni politiche per fermare i raid sugli asset energetici: Reuters ha riferito delle pressioni esercitate da Donald Trump su Netanyahu per evitare ulteriori attacchi alle infrastrutture del gas, e delle discussioni diplomatiche su una possibile de-escalation.
Reuters, 19 marzo 2026
Reuters, 19 marzo 2026 - Moratoria europea sugli attacchi a energia e acqua: i leader UE hanno chiesto una moratoria sugli attacchi alle infrastrutture energetiche e idriche in Medio Oriente, segnale della crescente preoccupazione per gli effetti economici globali del conflitto.
Reuters, 19 marzo 2026 - Tassi, inflazione e rendimenti obbligazionari: Reuters ha evidenziato come il conflitto abbia spinto i mercati a riconsiderare il profilo dei tassi, con timori di inflazione più persistente, rendimenti in rialzo e pressione sugli asset sensibili al costo del capitale.
Reuters, 20 marzo 2026 - Effetti su oro, azioni e mercati globali: Reuters ha descritto un contesto di mercati estremamente nervosi, con movimenti violenti anche sugli asset rifugio e con forte sensibilità del comparto azionario, in particolare dei titoli growth e tecnologici, al rialzo dei rendimenti.
Reuters, 19 marzo 2026
Reuters, 20 marzo 2026
